Un impianto fotovoltaico continua a produrre energia anche quando l’azienda è chiusa. È quindi normale chiedersi: che fine fa l’energia prodotta nel weekend, durante le festività o nei periodi di fermo dell’attività?
La risposta dipende soprattutto da tre elementi: profilo dei consumi aziendali, dimensionamento dell’impianto e presenza di eventuali sistemi di accumulo o carichi programmabili.
Per questo, nella progettazione di un impianto fotovoltaico aziendale non basta conoscere il consumo annuale: bisogna capire anche quando l’impresa utilizza realmente energia.
Consumi feriali e giorni di chiusura: perché fanno la differenza
Durante i giorni lavorativi, soprattutto nelle aziende attive nelle ore diurne, una parte importante dell’energia prodotta dal fotovoltaico può essere utilizzata direttamente da macchinari, uffici, sistemi di climatizzazione e altri impianti.
Nel weekend la situazione può cambiare.
Anche quando l’attività è chiusa possono restare presenti alcuni consumi di base, come server, frigoriferi, sistemi di sicurezza, apparecchiature in standby o impianti che devono funzionare in modo continuativo.
Se però questi consumi sono molto inferiori rispetto a quelli dei giorni feriali, una quota maggiore della produzione fotovoltaica può risultare eccedente.
È uno dei motivi per cui Guidi Impianti sottolinea l’importanza di partire dai consumi reali, dalle fasce orarie di utilizzo e dagli obiettivi di autoconsumo prima di dimensionare un impianto fotovoltaico per aziende. Anche nella scelta dell’impianto, infatti, il profilo dei prelievi nelle diverse fasce orarie è un dato centrale.
Autoconsumo ed energia immessa: l’energia non viene semplicemente persa
L’autoconsumo è la quota di energia prodotta dal fotovoltaico che viene utilizzata direttamente dall’azienda nello stesso momento in cui viene generata.
Se, ad esempio, l’impianto produce 30 kWh durante alcune ore del sabato ma l’azienda ne consuma soltanto 5 kWh, la produzione non utilizzata direttamente costituisce un’eccedenza.
Quando l’impianto è configurato per farlo, l’energia prodotta in eccesso può essere immessa nella rete elettrica.
È quindi importante non confondere:
- energia autoconsumata, utilizzata direttamente dall’azienda;
- energia immessa in rete, prodotta ma non consumata nello stesso momento;
- energia prelevata dalla rete, necessaria quando la produzione fotovoltaica non copre i consumi.
Dire che l’energia del weekend viene “sprecata” sarebbe quindi scorretto. Il punto da valutare è piuttosto quanto della produzione riesce a essere utilizzato direttamente dall’impresa e quanto viene invece immesso in rete.
Accumulo e carichi programmabili: quando possono essere utili
In alcuni progetti può essere valutata la presenza di un sistema di accumulo, che permette di immagazzinare una parte dell’energia prodotta e non utilizzata immediatamente, per renderla disponibile in un momento successivo.
L’accumulo, però, non è automaticamente la soluzione migliore per ogni azienda. Deve essere dimensionato sulla base dei consumi effettivi, degli orari di attività e del profilo energetico complessivo.
Un’altra possibilità è valutare se alcuni consumi possano essere spostati nelle ore di maggiore produzione fotovoltaica.
Determinati carichi programmabili, quando compatibili con l’organizzazione aziendale, possono infatti contribuire ad aumentare l’autoconsumo. Non significa semplicemente “accendere macchinari nel weekend”, ma capire se esistono utenze la cui gestione può essere programmata in modo più coerente con la produzione dell’impianto.
Quali dati servono per progettare correttamente il fotovoltaico aziendale
Per capire come si comporterebbe un impianto durante i giorni di chiusura è utile analizzare almeno:
- consumi annuali dell’azienda;
- andamento dei consumi durante una normale giornata lavorativa;
- consumi notturni e di base;
- consumi del sabato, della domenica e dei giorni festivi;
- periodi di chiusura programmata;
- superficie disponibile per l’impianto;
- eventuali carichi che possono essere programmati;
- obiettivi di autoconsumo dell’impresa.
Il solo dato annuale in bolletta non racconta quindi tutta la situazione.
Un’azienda che consuma molta energia dal lunedì al venerdì ma quasi nulla nel weekend avrà esigenze diverse da un’attività che mantiene impianti e macchinari in funzione sette giorni su sette.
Per approfondire questi aspetti puoi leggere anche Fotovoltaico aziendale: quando conviene davvero per la tua impresa, dove vengono analizzati proprio consumi, profilo dei prelievi e autoconsumo come elementi centrali del progetto.
Fotovoltaico aziendale a Pesaro, Fano e Ancona: partire dai consumi reali
Per un’azienda di Pesaro, Fano o Ancona, valutare un impianto fotovoltaico significa quindi analizzare non soltanto quanto consuma l’attività, ma soprattutto come i consumi sono distribuiti durante la settimana.
I giorni di chiusura non sono un problema in sé, ma sono un elemento che deve entrare nel dimensionamento dell’impianto insieme agli orari di attività, ai consumi di base e agli eventuali periodi di fermo.
Guidi Impianti realizza soluzioni su misura e indica proprio l’analisi delle specifiche esigenze del cliente come parte del proprio approccio progettuale.
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